mercoledì, agosto 23, 2006

Valeria via

Valeria è andata via, alle 6. Sono abbastanza giù, ho poca voglia di parlare.
Mi ha stimolata molto in questi giorni, qui con me. E’ stata molto vivace: rideva spesso e ad altra voce, cantava e ballava e parlava, discuteva e dormiva e urlava. Odia la mia fotocamera, anche se a lei piace moltissimo vedermi così attiva e presa da qualcosa che veramente amo. E’ strana, odia lo scatto, odia il click, odia essere mostrata e mostrarsi. Però è bella, perché è unica, perché nessuno può essere come lei. Non sa, non come tanta tantissima tantissimissima altra gente.
E poi mi sfotte, non mi prende mai sul serio, mi critica continuamente, non dice mai è bello, non riesce ad essere radicale.
Ambra mi tempesta di chiamate. Devo aspettare almeno 5 giorni prima di tornare a Trabia.
Situazione familiare abbastanza movimentata: mio padre è andato via, ancora una volta.

E dicono per sempre. EHEHEHE.

La notte, quando dormiva, io la guardavo con l'occhio destro appiccicato al cuscino rosso e mi chiedevo cosa stesse sognando. Una volta, ricordo, mi raccontò di un sogno che fece: una monaca dentro una cassa da morte che affondava in un lago. E lei doveva prenderla.
Ne sono ancora impressionata. Non dal sogno, ma dal modo in cui lo raccontava. Gli occhi, spalancatissimi, accanto la bocca che sputava aggettivi e parole faceva perdere, t'ipnotizzava. E il suo stupendo modo di muovere in modo convulso le mani, a scatti, e poi veloce, poi ferme e poi a scatti.
Adesso vado a letto, devo svegliarmi alle 9. Pranzo con Roberto.

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