lunedì, agosto 07, 2006

The imperceptible movements of the soul.


the imperceptible movements of the sou.
Originally uploaded by
Caramel Pop.

Un po’ sciocca mi giro, credendo che 3 topi stiano camminando dietro di me, ma non è così. E’ solo la tenda che dondola accompagnata dal vento estivo che mi ghiaccia i piedi e le gambe.
Penso al sole che c’era oggi pomeriggio in macchina, insieme alla puzza di fumo e di patatine al formaggio, insieme al caldo e al silenzio troppo leggero per poterlo afferrare, insieme alla mia mano che sbucava fuori dal finestrino. Era bellissima mentre cercava di lottare contro il vento, era bellissima mentre rifletteva su quello specchio sporco e piccolo, era bellissima e io non ho potuto mangiarla. Mi avrebbe fatto male. Ma anche bene.
“And Father, I want kill you” “really?” “really.” Sono le uniche parole che si schiantano sulle pareti delle mura di questa stanza e poi rimbalzano assumendo un colore abbastanza insano e intenso: viola. Vorrei tanto che smettessero di girare all’impazzata, ma da più e più ore provo a fermarle e non riesco. Le seguo, scappano, urlo, ridono ed è estenuante. Mi servirebbe uno di quei retini da mare che usavo, da piccola, per pescare i pesciolini. Volevo un pesce, e nessuno lo sapeva, e nessuno voleva comprarmene uno.
Il primo e l’ultimo era rosso come il fuoco, e piccolo come il mignolo di una bambina di 5 anni. Morì perché misi troppo cibo nella vasca, morì perché l’amavo troppo, morì quando quella scarica elettrica gli arrivo fulminea al cuore. Io stetti lì, a piangere e osservare mia mamma che lo arrotolava dentro la carta del pesce che era marrone e puzzava di cartone. Nessuno fece caso a me, nessuno probabilmente si ricorda di tutti questi particolari magnifici e importanti e pittoreschi. Nessuno si ricorda che le mie lacrime facevano sembrare i pomelli gialli della cucina abbaglianti in autostrada.
Ed è già la seconda volta che la parola autostrada si fa spazio tra le parole di un post. La folla è tanta ma lei ce la fa. Chissà come. E la mia pancia, nonostante tutto, riesce a contente ancora miliardi di parole e di merda e di ricordi, che galleggiano.

Listening to The Doors with The end


Comments:
dovresti usare meno la parola merda è più punti. ottima la visionaria. La ragazza che guarda, inghiotte, definisce.

"questa è la fine", la fine dell'inizio. e si inizia con una nuova luce, presa in prestito.

oggi. Film, dormire, ma niente casa, niente chat, niente me. ma il pensiero sempre costante come l'effimera eternità.
 
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