lunedì, luglio 17, 2006

It's lonely out in space on such a timeless flight

Altro messaggio, altra pena, altro dolore.
"Ciao Caterina, che fai? io sono stato a P. Paolo e ora sto tornando. Con gli occhi fuori dal finestrino sto ammirando un cielo stellato, di così belli non ne ho mai visti. Allora mi son venuti in mente quei momenti quando stavamo assieme. Quando magari ero a casa e non ti potevo baciare, abbracciare... e mi bastava uscire fuori dal balcone e osservare le stelle per sentirti vicina, al mio fianco"
E io sono una stupida, che più stupida non si può. Perché gli ho chiesto di vederci, domani. E ho raccontato a Danilo una balla, che dovevo andare in un posto, ad un'ora e che proprio non potevo vederlo. Neanche l'ho salutato, perché ho un fare assurdo, da brava stronza.
Ho visto tutte le sue amiche e tutti i suoi amici. Tutti guardavamo Danilo, che è un ex bordellaro, a scuola mia, e che quindi è conosciutissimo. Erano esterrefatti. Io un po' meno, ma comunque fiera di me stessa e della persona che avevo accanto. Patetica. Perché con gli occhi, invano, cercavo Lui. Cercavo i suoi occhi tra la gente, sperando di vederlo, sperando di potergli almeno passare accanto e sfiorarlo con le dita di una mano. Magari bruciarlo con la Marlboro rossa, accesa. E farlo urlare per il dolore.
E niente. Solo speranze.

It's lonely out in space on such a timeless flight

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