lunedì, luglio 24, 2006

Hard Times

Vorrei spendere due parole a proposito di questo bellissimo libro. Perché, secondo me, è davvero bello.
Non ho mai letto nulla, assolutamente nulla, di Isabel Allende eppure, un giorno di questi, in un comunissimo supermercato, mi sono ritrovata a pagarlo alla cassa.
La copertina mi attraeva e la sua storia, che aveva già visto alla tv, mi aveva già preso moltissimo.
E così ho iniziato, lenta, lentissima. Perché l’autrice del libro ha una tecnica piuttosto insolita: molti episodi li riempie di particolari e altri, invece, li lascia scorrere via come nulla fosse. E un po’, devo dire, inizialmente mi dava fastidio.
Riprendeva, anche, il ritratto di ogni singolo personaggio più volte, ma donandogli sempre un colore, una luce, un profumo diverso da come me li ricordavo. E, dio, che irritazione! Ma poi, a poco a poco, anche per una come me che ama “il tutto e subito”, le parole hanno iniziato a volare e andare sempre più veloci lasciandomi, infine, quel retrogusto amaro tipico della fine. Di una fine non voluta.
Era per farmi un quadro più chiaro di tutto, e ricordarmi di compare qualcos’altro di suo.
Lo consiglio calorosamente ;p

Ma torniamo a me. Tema principale di questo posto, colonna portante di una vita che continua a girare continuamente all’impazzata, attraverso tunnel e sopra montagne russe. A volte sento di desiderarlo pazzamente, altre vorrei staccarmi da lui per la troppa paura di farmi del male.
E’ che oggi l’ho visto più tranquillo che mai, insonnolito, mortificato, spiaciuto e con un sorriso in faccia che mi ricordava un ebete e, per un attimo, mi sono sentita piccola così ad averlo aggredito come niente fosse. Ma ho fatto silenzio, dentro un bacio.
Continuava a dire che in bermuda sto benissimo e che ho delle gambe morbidissime, che adora. E indugiava tra il collo e l’orecchio per poi buttarsi a capofitto dentro i miei capelli, mangiandoli, quasi. Io mi sono innamorata di questo su essere naturale, duro e dolce allo stesso tempo.
Poi mi ha preparato la cena, a casa sua. Schizzandosi con l’olio, imprecando e ridendo con me, che guardavo i Simpson, davanti la tv. Lo spiavo con la coda dell’occhio mentre osservava il mio profilo e mi trattenevo per non ridere.
E nell’attesa ho riletto quella vecchissima lettera per il compleanno che scrissi a Maggio. Mi sentivo lontana, meno me stessa, più protetta e matura ma so, adesso, che è solo un illusione.
Adesso quasi piango, quasi no. Parte ad Agosto, intorno il 14 e sta via tre lunghissime settimane. Ho una paura atroce, non per lui, ma per me. Per quello che potrà succedere senza la sua presenza, senza il suo costante pensiero, senza il saperlo a meno di 100m da casa mia. Lui promette, promette, promette e io spero che non ci sia bisogno di nulla, che manterrà.
Ma adesso c’è tempo, ci sono tantissime sere e tantissimi pomeriggi e tantissime altre cose.

Listening To Eastmountainsouth with Hard Times


Comments:
sto leggendo ti prendo e ti porto via di ammaniti, stè

mi piace un sacco

e devo ancora trascinare mia madre in libreria a comprare l'elenco dei tre miliardi di libri che mi sono appuntata grazie a te :D


ti voglio bene, davvero
 
ciao.
strana la vita. giusto l'altro giorno sono andato a casa di una mia amica e mentre si fumava ho intravisto sul suo comodino il libro dell'Allende.
Mi riprometto di leggerlo al più presto. fortunatamente non ho mai visto la trasposizione in pellicola.

ciao Caramel
 
fortunatamente? maleggilodopo.
:)
 
fortunatamente perché odio vedere i film e poi leggere i film dai quali vengono tratte le storie.
si perde il fascino di fantasticare sui personaggi.

ciao occhi belli
 
occhi belli? :p
 
Posta un commento



<< Home

This page is powered by Blogger. Isn't yours?