domenica, luglio 02, 2006

Gracchia sul rumore del suo gemito che muore.

Sono tornata. Sono tutta morta. Voglia di uccidere, voglia di uccidermi.
Niente di chè, solo una foto a bruciarmi le viscere. Solo una foto è bastata per farmi tornare all'inizio, al dolore puro, all'amore e a tutto quello che ne comporta. Al fatto di essere qui e sola, sola e ancora sola e al fatto che lui è lì con lei.
Non ha neanche avuto le palle di chiamarmi, sentire la mia voce e piangere come un disperato. Non ha neanche mandato un messaggio l'altra sera, magari, e dirmi che alla fine non ne valeva la pena di averci provato. Ma vaffanculo, sapesse solo quanto lo amo e quanto lo odio. Sapesse che ad ogni messaggio che arriva salto o corro in maniera affannata e comincio a cercare il cellulare nel buio della stanza, con le mani dannatamente sudate.
Quando penso a lui non serve musica, o una lettera, o uno sguardo o qualcosa perchè le sue mani si fanno subito vere ad ogni ricordo e cominciano a toccare e dilaniarmi e a gettare via dai binari quel vagone contenente quelle poche ed instabili cetezze che riesco a costruire e rendere credibili, giorno per giorno, senza di lui.
Ma perchè si perde la vita così, dopo l'amore?
Ma perchè di perde la vita così, come niente?

Ieri mi ha chiamato Danilo, con la solita scusa "Ma mi hai fatto uno squillo, Kà?". Lo sa che l'avevo fatto tanto per e io sapevo che voleva sentirmi. Mi ha chiesto di Ale, ho detto che non siamo più amiche, noi due. Mi ha parlato di Angelo, che non è più partito, e della mezza cazzata che gli hanno appioppato ad Imera. Non vuole lavorare più ma non sa come uscirsene, gli servono i soldi.
Attraverso il suo imbarazzo e il telefono provavo ad immaginare i suoi occhi azzurri e solo adesso mi rendo conto che li ricordo perfettamente. In tremendo contrasto con i capelli quasi neri.
Ma rimango un tantino perplessa pensando che ogni volta che ci guardavamo, che ci parlavamo, che lui mi toccava non sapeva cosa dire, come comportarsi, come reagire, come muovere gli occhi e dove posarli. E io non so perchè, in fondo lui è così naturale.
Lui era solo il ragazzo della mia migliore amica che, la sera, si girava per chidermi che genere di musica preferivo. E il "Best of" dei Doors era sempre la via più facile per scioglierci un pò. Marco, accanto a noi, dentro quell'auto, non sapeva nulla di quella musica, di quelle storie, di quel vivere da ribelli e mi sembrava così bambino. Era geloso del modo in cui, io, pizzicavo entrambi e contemporaneamente, regina di una serata fatta di alcol, sorrisi, spinelli.
Adesso tutto è cambiato. La comitiva si è sciolta. Io amo lui e lui non ama me. Danilo ha lasciato Alessandra perchè non prova più attrazione per lei. E' venuto un pomeriggio, su due piedi, a dirmelo. Sono rimasta così, lo immaginavo. Mi guardava e copriva lo sguardo con i suoi semplicissimi occhiali neri perchè si vergognava di aver fallito, anche questa volta, anche con lei.
Dio, come si è sciolto tutto. Velocemente.

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