mercoledì, luglio 05, 2006

Danilo

Sono stata con lui, ho parlato con lui, non mi ha neanche toccata, solo sfiorata. E' stranamente timido, ha un modo assurdo di ridere e mostrare i denti non bianchissimi per via del fumo.
Chiude gli occhi, spesso, quasi fosse stanco di saltare sul sedile per le urla di Kurt Cobain in "Molly's Lips". Lo entusiasma il movimento, la vita, la musica, le urla, il sole, il mare, la gente.
Siamo troppo lontani, ma oggi sotto casa mia abbiamo parlato tanto. Mi ha fatto vedere come suo padre gli ha spaccato il labbro, mi son stupita di lui e di me, di noi e di tutto. Poi solo buio, caldo e afa, caldo e amore che manca, voglia di Marco, Marco che manca.
"Danilo, salgo"
"Resta ancora mezz'oretta..."
"No, devo andare a farmi la doccia, vado vado"
"Ok, ci sentiamo, ti chiamo, ti chiamo eh! Vediamo in questi giorni, Angelo, il lavoro, ti chiamo. Vediamo anche stasera, chiamo qualcuno, usciamo in gruppetto, usciamo, io mi faccio sentire, eh!"
Che poi mi ha detto che parte, Sabato. Parte e sta via un due settimane, anche più. Anche di più, anche venti giorni, anche un mese. Poi riparte, a fine Agosto e inizio Settembre. Vuole far Francia, Spagna, Marocco. O Spagna, Portogallo, Marocco. Non ricordo bene. Mi ha stupita, perchè era convinto, tranquillo, sorridente e sicuro del suo domani, di quello che proverà una volta lì: felicità. E' un tipo elastico, si adatta e lo ammiro per questo. Spero soltanto di non averlo intossicato con il mio cavolo di sguardo morto e la tristezza palpabile, spero di no.

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